Il Lago di Carezza e le sue leggende

Scorcio Lago di Carezza
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Siete mai stati al Lago di Carezza? se la risposta è no, dovete assolutamente rimediare. Questo lago è un luogo magico, animato da molte leggende.

Dove si trova il Lago di Carezza

Il Lago di Carezza si trova a 25km da Bolzano, in Val d’ega.

Il Lago di Carezza è incastonato tra le Dolomiti. Alle sue spalle il massiccio del Latemar che si rispecchia nelle sue acque limpide creando un effetto davvero magico!

Noi abbiamo trovato solo un altro luogo tra le Dolomiti altrettanto magico, o forse ancora di più, la Val d’Ultimo.

Perchè una passeggiata intorno al Lago di Carezza è imperdibile

Siamo stati al Lago di Carezza lo scorso autunno e ne siamo rimasti incantati.

Noi al Lago di Carezza
Noi al Lago di Carezza, con i suoi splendidi colori.

E’ un luogo assolutamente da vedere per lo splendido gioco di colori e riflessi che si crea tra il lago e il paesaggio che lo circonda. Proprio per questo è conosciuto anche come il Lago Arcobaleno!

Ovviamente essendo un luogo così unico spesso è anche molto affollato, per questo vi suggeriamo di visitarlo in settimana o al mattino presto, così da potervi immergere indisturbati in questo paesaggio da favola. Noi siamo ci siamo fermati sul Lago di Carezza di domenica pomeriggio e quindi ci siamo trovati in mezzo a molti altri turisti che come noi desideravano ammirare la magia di questo lago!

Cosa fare al Lago di Carezza

Il Lago di Carezza è ideale per molte escursioni. La passeggiata più breve è sicuramente quella che costeggia il lago e che vi permetterà di ammirarlo da punti meno frequentati di quello dal lato del Centro Visitatori.

Unico neo di questo lago secondo noi è il suo essere trattato come un “monumento” da osservare e non da vivere. Cosa intendiamo? Per esempio che la passeggiata che lo costeggia non è libera e a bordo lago, ma lungo un tracciato rialzato rispetto al lago. Questo non permette di fermarsi lungo il Lago per un picnic o un po’ di relax. Ovviamente questa precauzione permette a uno dei laghi più belli delle Dolomiti di essere preservato e di mantenersi intatto nel suo splendore!

Lago di Carezza, luogo dalle mille leggende

Il Lago di Carezza è famoso per il suo carattere fiabesco e per le leggende che lo animano, che vi permetteranno di ammirarlo con uno sguardo fatato.

Il Lago di Carezza e il Latemar che si rispecchia nelle sue splendide acque.
Il Lago di Carezza e il Latemar che si rispecchia nelle sue splendide acque.

Io sono decisamente affascinata dalla storia dei luoghi e dalle loro leggende e così non posso fare a meno di raccontarvene una…

La processione delle bambole

…Sullo sfondo del Lago Carezza si erge il massiccio del Latemar con le sue creste frastagliate, che gli abitanti chiamano “la processione delle bambole”.

La leggenda racconta che…


Secondo la leggenda infatti alcuni figli di pastori stavano pascolando le greggi in un boschetto lì vicino quando giunse un vecchio e chiese loro se avessero visto il suo coltello.

I ragazzini risposero di no e si misero ad aiutarlo nella ricerca senza successo. La sera, rincasando, la più grande di loro, scorse il coltello luccicante tra i fiori e lo riportò al suo proprietario.

L’uomo era felicissimo e promise alla brava bimba di esaudire un suo desiderio. Minega voleva una bambola. “Bene” disse il vecchio, “vieni qui domani con gli altri bambini che erano con te oggi e vi porterò una schiera di bambole. Potrete scegliere voi la più bella.” La fanciulla ringraziò e si affrettò a tornare casa e nel farlo incontro una straniera a cui raccontò quanto successo.

“Bambina fortunata”, disse la straniera, “il vecchio di Venezia con cui hai a che fare, è un uomo ricchissimo che vive nelle vicinanze del Latemar e possiede tesori meravigliosi come miniere d’oro. Ha anche bambole di due tipi: quelle con vestiti di seta bianca, gialla e rossa e quelle con vestiti di broccato con collane di perle e corone d’oro. Se domani vi porta solo le bambole con vestiti di seta, non devi accontentarti, ma dire: “Pope de preda con strazze de seda ste lì a vardar el Latemar!” E allora il vecchio avaro ti porterà anche le costose bambole con le corone d’oro.” Dopo che la donna le ebbe detto queste cose, si inoltrò nella foresta scura.

E così la magia avvenne…

​Il giorno seguente Minega e gli altri pastorelli giunsero al Latemar. Non appena raggiunsero il luogo convenuto, udirono in alto uno strano rumore: guardarono in su e in cielo si aprì un pesante portone, da cui uscì una schiera di bambole con vestiti di seta bianca, gialla e rossa. Immobili dallo stupore i bambini osservarono lo spettacolo unico. Dopo un po’ Minega pronunciò il detto e contemporaneamente si sentì un sibilo e un fischio dalla montagna.

Dal bosco risuonò una risata di scherno e le bambole si trasformarono in pietra. Ancora oggi si possono vedere gli splendidi vestiti colorati delle bambole pietrificate brillare alla luce del sole.

Non siete curiosi di ammirare anche voi le cime del Latemar vestite di bianco, giallo e rosso?


Io non vedo l’ora di tornarci, magari dormendo a bordo di un van lungo le sponde del Lago per entrare a far parte della fiaba e ammirarlo in tutte le sue vesti, nel silenzio delle Dolomiti.